Leggo e segnalo un paio di “post” dal sito del cupsit
(comitato unitario dei patrocinatori stragiudiziali italiani) del sempre
puntuale e mai sopino Dott. Stefano Mannacio.
Il primo riguarda una iniziativa della VittoriaAssicurazioni, che ha citato un proprio assicurato macchiatosi del grave
delitto di aver ceduto il credito derivante da un illecito in ambito di
circolazione stradale al proprio carrozziere. Quest’ultimo per vedere ragione
dei propri diritti si è rivolto ad un avvocato che è costato alla compagnia €
200,00 per spese di patrocinio, oltre il costo di riparazione del mezzo danneggiato.
In virtù di alcune condizioni contrattuali (che già la Corte Europea aveva
bocciato) la compagnia sostiene che il maggior costo (i 200,00 € dell’avvocato)
devono essere restituiti dal malcapitato assicurato, che non avrebbe
rispettato le condizioni contrattuali
che lo vedevano “obbligato” a rivolgersi ad un riparatore amico della compagnia
e a non poter cedere il credito come invece prevede il nostro codice civile e
tutta la letteratura giurisprudenziale di merito e di legittimità.
Diciamo pure con una certa tranquillità che la compagnia non
la spunterà e i giudici a qualche livello, mi auguro sin dal primo, diano
ragione con vittoria di spese al poveretto assicurato.
Ma la questione non è centrata sulla sentenza favorevole o
meno per la compagnia. Ma sul messaggio di massa che la Vittoria per prima (ci
aspettiamo che segua anche qualche altro assicuratore) ha inviato. E se ne stiamo discutendo, il
codice e il canale usati dall’emittente sono
stati efficaci. La ricevente (l’assicurato medio) ha fatto proprio il
messaggio. Alla compagnia perdere
qualche migliaio di euro in una lite più che temeraria non cambia nulla.
Molto
cambia per il povero assicurato, anche se alla fine avrà ragione e gli verranno
restituiti i soldi spesi per difendersi. Anticipi in denaro per il proprio
avvocato, tempo perso, patema d’animo. Tutto per un danno all’auto di 1.600,00
€. Si, cambierà compagnia ovviamente ma, se ci sarà una prossima volta si
guarderà bene dal far valere i propri diritti e “obbedirà” alle clausole
vessatorie imposte dal demonio assicuratore, quale che sia. E non solo lui.
Forti dell’esperienza, anche il vicino di casa, il collega di lavoro, lo zio e
il barista si guarderanno bene dal fare qualcosa che la propria compagnia non
gradisce.
Come del resto è avvenuto per il risarcimento dei danni
micropermanenti all’indomani dell’avvento del “3ter e 3quater”. E ancora le
compagnie non sono paghe.
Ecco qui dal sito di Mannacio, la letterina che laReale Mutua, stavolta, ha mandato ai propri fiduciari medico legali. Ai quali
dice di non preoccuparsi di eventuali denunce che danneggiati e patrocinatori
fanno loro per aver redatto relazioni che con la medicina legale hanno poco a che
vedere e sono invece ispirate alla salvaguardia del patrimonio delle compagnie.
Eventualmente vi difenderemo noi. L’importante è che continuiate a dare zero!
Non vogliamo pagare.
Chi vuole essere risarcito per una danno micropermanente è
un perditempo truffatore come i loro patrocinatori. Questo il messaggio. "Lasciam
perdere", la reazione dei danneggiati.
C’è bisogno di fare informazione e “comunicare” il messaggio
giusto ai danneggiati e agli assicurati!
La verità non è quella della compagnie.
